“Un canarino rosso” è il nuovo singolo di Banda Leon

Banda-Leon-IMG_7519-2-foto-by-Fabio-Colasante

Già in radio “Un canarino rosso”, il nuovo singolo di Banda Leon, disponibile in digitale (L’n’R Productions/Universal Music), brano che nasce da un insieme di divertenti metafore che alludono ad una gioiosa sessualità.

La grande musica italiana ha sempre affrontato tematiche sul sesso e molte canzoni hanno davvero fatto la storia, provocando scandalo e, a volte, hanno sfidato perfino la censura.

Un canarino rosso” è la storia di un amore proibito tra un uomo e una donna che desiderano stare insieme per provare un amore libero e senza limiti.

Guarda il video

Il video che accompagna l’uscita del singolo ha la regia di Fabio Colasante che ha curato anche la fotografia e il montaggio.

Banda Leon, composta da Philippe LeonLinda Edelhoff e Fabio Colasante, è più di una semplice band, è un progetto aperto che accoglie collaborazioni con artisti provenienti da diverseBanda Leon- UN CANARINO ROSSO-cover discipline come pittura, scultura, musica e fotografia. Philippe Leon, noto autore e compositore per Adriano Celentano, Mina, Loredana Bertè e altri, nonché pittore dal gusto pop e neo pop, guida il progetto insieme a Linda Edelhoff, scultrice con notevoli capacità canore e di composizione, e a Fabio Colasante, scultore elettronico, bassista e arrangiatore, sia Linda che Fabio si sono formati all’Accademia delle Belle Arti.

Un canarino rosso” arriva dopo “J’ai peur”, secondo singolo della produzione di Banda Leon che segue la pubblicazione di “L’abbandono” toccante brano strumentale in appoggio a una campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono degli animali. Attualmente Banda Leon è impegnata nella preparazione di un live in vista di un tour internazionale. Il progetto, che non è solo musicale, continua a essere una fucina di idee creative che prendono forma attraverso la collaborazione di talentuosi artisti provenienti da tutto il mondo.

 

Banda Leon su: Instagram

 

About The Author

Related posts

Leave a Reply